SCORRONO I FIUMI IN DIREZIONI OPPOSTE

31 gennaio 2014

Antonio Romano, concept e video
Gerardo De Pasquale, composizione sonora originale
video, 12 min.
a Claudio Abbado, infiniti echi scorrono.

Sono riportati sul piano 6 fiumi, accostati secondo la loro posizione geografica, orientati nelle proprie direzioni perpendicolari ai ponti dai quali sono stati ripresi.
Il ponte corrisponde a quel diaframma, a quel “presente” entro il quale si attua il passaggio dell’acqua, per chi la osserva, « tra l’ultima di quelle che andò e la prima di quella che viene » (Leonardo). Alle direzioni del fiume e del ponte si aggiunge, in un punto preciso della durata del video, quella perfettamente verticale e orientata Sud-Nord, del Sole alla sua culminazione. Essa corrisponde al momento del suo transito al meridiano del luogo ove i fiumi sono stati ripresi.

Antonio Romano

I 6 fiumi sono il paesaggio sonoro preesistente, un’immanenza così magnifica e densa che quasi auto-costruisce una struttura sonora articolata e complessa di musica concreta. Ogni fiume ha una propria forma metrico-sonora contrapposta che destrutturando costruisce. L’acusmatica suono-rumore dell’elaborato compositivo segue l’andamento visivo in ogni suo succedersi, culminante nell’unisono delle voci umane, quel punto che « a metà altissima è nel cielo » (Ovidio).

Gerardo De Pasquale

Premiere 31 Gennaio 2014: Mostra Collettiva d’Arte Contemporanea, Figura Aqua – La forma dell’Acqua
Nell’ambito del progetto “2013 2014 2015 Natura permanente e la Cura”,
Comune di Milano – Consiglio di Zona 6, in collaborazione con 10.2! “Dieci.due! International research contemporary art” di Milano
spazio Ex-Fornace, Alzaia Naviglio Pavese n.16, Milano_Darsena
a cura di Pino Diecidue, Alessia Locatelli, Maria Rosa Pividori

Testi di: Eleonora Fiorani, Alessia Locatelli

Patrocini: Comune di Milano, Consiglio di Zona 6, Milano Expo 2015.

1/COMPOSIZIONE DEL QUADRO

Asse/direzione ovest-est riferito al fiume Po, quale elemento portante della struttura del video idealmente corrispondente ad un parallelo terrestre.
I 6 componimenti sonori non sono solo un contemplare, se pur primario, sinestetico; ma un composito di estetica semantica, antropologica e filosofica per meglio confluire a determinazioni di forma, struttura, spazio, tempo, qualità, densità. È non sottraendosi a campi d’indagine così eterogenei che l’elemento acusmatico ci ha restituito un coerente scontro armonizzato di più paesaggi sonori.
Asse ideale del parallelo terrestre + direzione effettiva del letto del fiume Po perpendicolare al ponte ove il fiume è stato ripreso.
Ogni fiume è una composizione autonoma che determina un’identità unica. Così come ogni uomo è individuo, ogni percorso d’acqua è fiume. Una metamorfosi idealizzata manifestabile come nel mito di Orfeo, che con la sua lira ed i suoi canti, placava bestie feroci ed animava le rocce e gli elementi della natura. Così i fiumi. Orfeo incarna in sé gli elementi apollineo e dionisiaco, è come racchiudere in sé immanenza e trascendenza. Il suo rapporto è simpatetico al mondo naturale, di intima comprensione del ciclo di decadimento e rigenerazione della natura. Così come trascendente il riscatto dagli inferi della Kore.
La perdita dell’amata Euridice, è da rintracciarsi proprio nella colpa di aver assunto prerogative del dio padre Apollo nel controllo della natura attraverso il canto. Il suono-mitico di Orfeo ‘persiste’, prende forma del fiume. È osmosi in ognuno di essi. Ogni suo brandello di carne gettato in fiume dalle baccanti si fa struttura sonora. La testa galleggiante sulla propria lira può ogni voce, ogni timbro. Molteplice, polifonico. Travalica il senso linguistico ed in ogni fiume si esprime di astratte sole vocali.

FIUME PO

… guardava i fiumi che sotto la grande terra scorrono in direzioni opposte,
… e l’Erídano, corna dorate e testa di toro,
che più violento di ogni altro fiume
corre lungo la fertile pianura
sino al mare purpureo.
Sources :
E via via ora ammirava la casa della madre,
gli umidi regni, i laghi chiusi nelle grotte,
i boschi rumorosi,
e, stordito dal moto immenso delle acque,
guardava i fiumi che sotto la grande terra
scorrono in direzioni opposte,
il Fasi, il Lico,
le sorgenti da cui scorrono il profondo Enípeo,
il padre Tevere, le acque dell’Aniene,
l’Ipani che scroscia tra i sassi, il Caíco di Misia,
e l’Erídano, corna dorate e testa di toro,
che più violento di ogni altro fiume
corre lungo la fertile pianura
sino al mare purpureo.
Virgilio, Georgiche, Libro IV, 363-373
Fiume Po, la sua struttura globale è geograficamente la più lineare sull’asse ovest-est, eppure di direzione instabile ed irregolare nella ripresa visiva ravvicinata. È denso, profondo, e sommerso. I suoi ghirigori spumeggianti riemergono con ritmo inatteso come assi verticali. Il sostegno armonico, su cui riaffiora imprevedibile il canto di Orfeo che si fa di innumerevoli sussurri e bisbigli vocali che seguono di volta in volta l’incremento ed il dissolversi degli increspi, è cupo simile a concreti timbri inabissati.
La forma ritmica del fiume Po nel brusio delle vocali affioranti (raddoppiate con incostanti accenti staccati di flauto), segue in quasi tutta la sua interezza compositiva micronuclei cefali ed acefali di volta in volta con metrica serrata e dilatata segnando sonorizzazioni verticalizzanti. È una indipendenza ritmica che contrasta alla statica e quasi pastorale densità visivo-sonora del basso continuo.

FIUMI TICINO E ADDA

Direzioni effettive dei letti dei fiumi Ticino e Adda, perpendicolari ai ponti ove sono stati ripresi.
Prende così a costituirsi, dal posizionamento ortogonale e di massima sintesi, la struttura della composizione video.
Tale posizionamento evidenzia la posizione geografica dei due affluenti a nord del fiume Po.
Idealmente, al centro tra i due fiumi, è la città di Milano.
L’affascinante ortogonale geografica dei fiumi Ticino e Adda è coincidente nell’atmosfera timbrico-armonica, eppure le loro forti diversità contrastanti sono sottolineate già nelle stesse voci d’armonizzazione con decisi intervalli di 2a e (Ib) di 7a, e frequenze globali attribuite: Ticino Fa1 – 11Hz, Adda Sol#2 – 104Hz. Le prime parti di canto e cellule strumentali, sottolineano, invece, la netta diversità in termini di densità, profondità, ritmo.
Il fiume Ticino
Il componimento del Ticino (bassa profondità, trasparenza, visibilità del fondo, mediamente disordinato nell’andamento), esprime due canti di Orfeo. Protagonisti il flauto di Pan che evidenzia con brevi cellule melodiche le sottili reti di curve muschiate che attraversano il campo visivo, e irreali voci estremamente concretizzate, accelerate e con forti riverberi che esprimono il carattere irregolare e quasi misterioso del fiume.
Il fiume Adda
L’Adda è profondo, denso, ceruleo come nessun’altro fiume. Il pedale armonico, come già detto, dialoga con assonanze timbriche del Ticino, fredde e rigide. Due sole modulazioni cromatiche indicano un andamento massivo e metrico regolare che è il dato più impressionante. Autonomamente in battere (tetico), con un regolare ritmo di voci corali come un cedere marziale d’affermazione (un intervallo di 3a, Fa3 e La3, raddoppiate all’unisono) corale, femminile, squillante.

FIUME TREBBIA

Direzione effettiva del letto del fiume Trebbia, perpendicolare al ponte ove è stato ripreso. Tale posizionamento evidenzia la posizione geografica dell’affluente a sud del fiume Po. Un primo quadro è definito.
Il fiume Trebbia è sul meridiano nella posizione più adiacente all’Adda. Sul parallelo terrestre, il primo proviene da sud il secondo da nord, similmente convergenti. Musicalmente fra questi nasce un dialogo concertante di voci corali. Entrambi, pur avendo una ben distinta densità, hanno una loro tonalità fredda in comune. Queste forze convergenti ed osmotiche si manifestano con una sorta di capovolgimento ritmico. Ciò che è in battere diventa in levare. Tetico diventa arsi. Con l’esordio del Trebbia, l’Adda, pur non mutando nulla, perde la sua qualità cadenzale statica e marziale, per innalzarsi e restare sospeso. Tra i due, il dialogo diviene danza, creando una tensione emotiva fortemente dionisiaca.
Il fiume Trebbia
Il percorso del Trebbia è rappresentato da duri strati di calcare presenti nel fondovalle, questi fanno sì che le acque della Trebbia siano costrette a scavarsi profondi e tortuosi passaggi; le anse risultanti lasciano allo scoperto stratigrafie ricche di fenomeni fossiliferi, un importante fenomeno geologico detto finestra tettonica, che consente l’affioramento e l’osservazione di rocce sottostanti appartenenti ad un altro dominio tettonico. Caratteristiche molto suggestive che si traducono in un’armonizzazione ritmicamente autonoma dal coro maschile (bassi-baritoni) della voce principale, e che si manifesta in un profondo suono di rocce cavernose.

FIUMI SENNA E ARNO

Direzioni effettive dei letti dei fiumi Senna (a Ovest) e Arno (a Est), perpendicolari ai ponti ove sono stati ripresi.
Il posizionamento dei due fiumi nel video corrisponde alla loro posizione geografica, a Ovest e a Est del primo gruppo di fiumi costituitosi dal Po e dai suoi affluenti posti a Nord e a Sud di esso.
Con essi, uniti per storia e cultura, si completa il quadro complessivo.
Senna ed Arno esprimo la storia. Con essi più che l’elemento natura, si evidenziano relazioni, sinestesi storiche urbanizzate. L’essenza estetico-sonora ricercata, evidenzia, per entrambi i fiumi, una densità straordinariamente coincidente e contestualizzata. Alla ricchezza di elementi visivi, quasi barocchi, della Senna, si contrappone l’aurea movenza, rinascimentale, purissima e semplice dell’Arno.
La Senna
La Senna è aulicamente bella e femminile. È un brano di opulenze orchestrali. Qui Orfeo è quasi sinfonico, floridamente ricco di innumerevoli cromatismi. Si autorappresenta di propria vanità. Come nelle magnifiche tele di Rubens i virtuosismi, evidenziati dalle infinite differenti pennellate, sono restituiti da una ricca orchestrazione d’archi su cui si sovrappongono, sempre asincrone e fuori tempo (le pennellate di Rubens evidenziate che riemergono in trasparenza), squillanti timbriche concrete e perlacee. Vagamente, Orfeo si fa canto invocante come di sirene. Chiama a sé il fiume Arno, il più lontano ma anche il più vicino alla propria ideale storia.
L’Arno
L’Arno ci omaggia di proprio Rinascimento, mai altro fiume ci restituisce una movenza (qui in diagonale positiva) così perfetta. Le sue auree leggerissime onde sono come linee architettoniche. È un difficilissimo legato vocale la traduzione sonora. Semplici continue vocali, quasi si compenetrano una all’altra senza sorta di discontinuità, cui fa da sfondo sonoro una sintetizzata nota il cui timbro è mosso da una ricca sequenza di armonici. Tutto è realizzato lungo linee sonore che sembrano voler sottrarsi ad un finito ritmico. Tutto si compenetra come fosse un unico suono. Una frequenza armonica a-ritmica ed assoluta.
Il video intende evidenziare lo scontro tra le differenti direzioni dei fiumi e altresì lo scontro tra queste direzioni e la linea ideale e assoluta data dall’asse geografico Nord-Sud.
Il concetto delle direzioni opposte dei fiumi è straordinariamente evidenziato nella sua essenzialità dal dipinto di Klee dal titolo Scontro armonizzato.
Il video intende evidenziare l’aspetto estetico determinato dalla pura relazione tra le diverse direzioni.
Si è fatto un passo avanti. Oggi, un punto può significare qualche volta nella pittura più di una figura umana.
Una verticale messa insieme a un’orizzontale produce un suono quasi drammatico.
Il contatto dell’angolo acuto di un triangolo con un cerchio non ha minore effetto di quello del dito di Dio con le dita di Adamo in Michelangelo.
Vasilij Kandinskij
La posizione geografica dei fiumi viene sintetizzata secondo le seguenti direttrici:
orizzontale: Po
Nord, sinistra/destra con al centro Milano: Ticino, Adda
Sud, centro: Trebbia
Ovest: Senna, Est: Arno
Si tratta di una massima semplificazione, data dall’impianto ortogonale, secondo una concezione “mondriana”.
6 composizioni autonome della durata di 12′ ognuna. Il quadro musicale compone la eterogenea scena sonora identicamente a quella visiva. Il reticolo geometrico si ascrive alla doppia scena visivo-sonora come un’affermazione “mondriana”. Non una immistione in forma musicale.
La effettiva disposizione dei 6 fiumi in corrispondenza dei paralleli terrestri.
La effettiva disposizione dei 6 fiumi lungo i meridiani terrestri.
Le relazioni tra elementi geometrici (direzione dei raggi solari, asse Nord/Sud, direzione del fiume) si scontrano a loro volta con l’andamento naturale del fiume.

I DUE NAVIGLI

Dai due fiumi affluenti a Nord del Po, discendono i due navigli: il Naviglio Grande dal Ticino, il Martesana dal fiume Adda.
Degli stessi fiumi le riprese video sono state effettuate prima dell’inizio (incile) dei rispettivi navigli. Ciò evidenzia dei fiumi il cedere le proprie acque all’intervento dell’uomo che le conduce verso Milano.
Un naviglio, non è un fiume. È un corso acqua, un intervento dell’uomo, per l’uomo. Il fascino dei due navigli milanesi Grande e Martesana, è che due forze concentriche perfettamente speculari, opposte geograficamente (Est-Ovest), sono simmetricamente convergenti. È un magnifico paradosso dell’opera, un ulteriore (come tutti gli interventi dell’uomo) che si sovrappone alla natura. Un confluire al centro dell’urbe, al centro dell’uomo. La loro comparsa, quasi scenica, non è un accadimento di carattere, ma un di più, un ulteriore come una nuova determinazione geografica e amministrativa.
Il Naviglio Grande (sinistra), il Naviglio Martesana (destra).
Questo ulteriore in una analisi di lettura globale delle sei composizioni che si manifestano, risulterebbe come in forma 6+1. Non è un ulteriore +2 infatti. Le acque che il Ticino e l’Adda cedono ai due navigli compiono un’unica intenzione direzionale e speculare al centro della scena sonora. Questo unico ponte sonoro si manifesta estremamente concreto ed acusmatico. Un campione sonoro di uno strumento aerofono come timbro di un flauto di Pan subisce una metamorfosi a strumento percussivo. Il ritmo è quello della città, del movimento, meccanico. Lo sbalzo acustico, da destra a sinistra e viceversa, è magnetico, quasi violento ed assordante. È Orfeo ineluttabile, che lotta con balzi micidiali, per riconquistare ancora una presenza.
Le riprese sono state effettuate sui navigli da ponti posti pressoché a eguale distanza dai rispettivi incili in entrata a Milano; il letto di ciascun naviglio è orientato in direzione rispettivamente Ovest-Est ed Est-Ovest. Le direzionalità dei due navigli sono opposte e simmetriche.

2/DIREZIONE DELLA LUCE

Direzione dei raggi solari (linea gialla) all’inizio del video (00:00:00).
Il Sole si trova leggermente più a Est rispetto all’asse NS (azimut 180°) corrispondente al Mezzogiorno (culminazione).
Direzione dei raggi solari alla fine del video, trascorsi 12′ (12:00:00).
Il Sole si trova leggermente più a Ovest rispetto all’asse NS (azimut 180°) corrispondente al Mezzogiorno (culminazione).
Direzione dei raggi solari a 7:24:24
La direzione corrisponde alla culminazione del Sole, quindi al suo passaggio sul meridiano del luogo, e segna esattamente la direzione Nord-Sud.
L’immagine a fianco rappresenta il momento della culminazione su tutti e 6 i fiumi.
Le linee gialle, lungo il loro movimento di rotazione per l’intera durata del video, corrispondono al movimento apparente del Sole nell’arco di 12′.
La sezione aurea del segmento temporale di 12 minuti è a 7’24″24 ftg, qui « a metà altissima è nel cielo » la culmi-nazione del Sole, del suo passaggio sul meridiano nella direzione Nord-Sud. In questo attimo tutte le voci corali, di tutte e 6 le composizioni si allineano in un’affermazione (l’unica significante concessa) con un unisono perfetto: “È”. Affermazione della luce che esprime l’immanenza dei fiumi. Ogni fiume come culmine all’unisono, afferma se stesso, esprime ciò che è.
“È”, culmine sonoro:
… a metà altissima è nel cielo 1
Fonti:
Ripida all’inizio è la via, tanto che a fatica s’inerpicano
i cavalli freschi al mattino; a metà altissima è nel cielo
e molte volte io stesso mi spavento a guardare di lassù
il mare e la terra, col cuore che batte di paura e sgomento;
l’ultimo tratto è una china a strapiombo, che richiede mano ferma:
allora perfino Teti, che mi accoglie in fondo alle onde,
teme sempre ch’io possa a picco giù precipitare.
Aggiungi poi che senza sosta il cielo ruota vorticosamente,
trascinando con sé, strette in orbite veloci, le stelle.
Io lo fronteggio, senza che il suo impeto, come in genere accade,
mi travolga, e corro in senso contrario alla corrente del suo moto.
Ovidio, Metamorfosi, Libro II, 63-73
1 Indica la culminazione del Sole.
Coro Ah, potessi essere dentro caverne
Inaccessibili della terra! Oppure un dio
mi rendesse alato uccello tra le schiere dei volatili.
E potessi levarmi in aria fino all’onda marina
della spiaggia adriatica
e dall’acqua del fiume Eridano.
Là nel cupo flutto
del padre le infelici giovani per pietà
di Fetonte stillano i raggi luccicanti
d’ambra delle loro lagrime.
Euripide, Ippolito, Secondo stasimo
Le riprese video di tutti i fiumi sono state allineate rispetto all’istante fondamentale della culminazione a 7’24″24 ftg.
Le riprese di ciascun fiume sono state montate in parallelo, cioè i fiumi si osservano simultaneamente nei loro 7’24″24 ftg prima e nei loro 4’35″1 ftg dopo la culminazione.
7’24″24 ftg corrisponde alla sezione aurea del segmento temporale di 12 minuti (12′ = 18000 ftg; 18000 x 0,618 = 11124 = 9’24″24 ftg).
La tabella si riferisce dell’equazione del tempo ed ha l’utilità di riportare il calcolo dell’ora esatta in cui il Sole, in un dato giorno, passa per il meridiano di un dato luogo.
Registro delle date, orario e posizione nei quali sono state effettuati le riprese.
Ogni ripresa, effettuata nei tempi così necessariamente definiti, ha comportato una intensificazione estrema dell’atti mo – quello corrispondente alla culminazione del Sole. Si è trattato di andare incontro al luogo stabilito e soprattutto incontro a un tempo preciso corrispondente, elementi questi che a loro volta hanno attirato a sé fino alla coincidenza. Aspetti questi importanti come altri all’interno dell’opera:
Po – meridiano 9°42’11.12″ – Mezzogiorno vero alle ore 12:15:56 il 14.12.2013; alle ore 12:22:20 il 27.12.2013.
Ticino – meridiano 8°42’14.42″ – Mezzogiorno vero alle ore 12:33:05 il 11.1.2014.
Adda – meridiano 9°31’26.96″ – Mezzogiorno vero alle ore 12:17:37 il 16.12.2013.
Trebbia – meridiano 9°35’35.95″ – Mezzogiorno vero alle ore 12:13:10 il 7.12.2013.
Arno – meridiano 11°15’00.92″ – Mezzogiorno vero alle ore 12:23:17 il 12.1.2014.
Senna – meridiano 2°20’15.01″ – Mezzogiorno vero alle ore 13:01:22 il 19.1.2014.
Direzioni dei fiumi nei luoghi ove sono stati ripresi:
Po: azimut 117,22°
Ticino: azimut 185,11°
Adda: azimut 155,73°
Trebbia: azimut 5,28°
Arno: azimut 296,35°
Senna: azimut 288,63°, 224,25°
Lo schema rappresenta il montaggio dell’intero video, cioè l’entrata dei 6 fiumi e la loro articolazione armonica nel tempo.
Es.: la durata iniziale del fiume Po corrisponde alla somma delle durate del Ticino/Adda + quella dei navigli; la durata del Ticino/Adda corrisponde alla somma delle durate dei navigli + quella del fiume Trebbia.
Un accostamento ideale, non metaforico, potremmo definirlo nella geometria solida del dodecaedro, il poliedro con dodici facce a pentagono regolare, il lato e la diagonale del pentagono regolare stanno fra loro come il rapporto aureo, appunto. 6 fiumi che vediamo, 6 fiumi che ascoltiamo. Aureo è infatti il rapporto metrico/armonico di tutta l’opera, i dodici minuti complessivi sono suddivisi sempre in divina proportione.

3/ALCUNI ASPETTI CARATTERIZZANTI

Più volte nel silenzio dei boschi
si udì una voce disumana
e apparirono fantasmi misteriosi e pallidi
nell’incupirsi della notte,
parlarono animali;
incredibile,
s’arrestano i fiumi,
la terra si squarcia
e nei templi
lacrima a lutto l’avorio,
trasuda il bronzo.
In vortici rabbiosi,
travolgendo le selve,
straripa Erídano il re fiumi
e per tutti i campi
trascina con le stalle gli animali.
Virgilio, Georgiche, Libro I, 476-483
Il Po in tempesta compone una sacralità della bellezza. Una ribellione all’Ade ad Orfeo possibile. La struttura corale, estremamente estetica come il vorticoso fluire, a piena voce ricorda osmotica una preghiera litanica. Quel ciclo di decadimento e rigenerazione della natura, si manifesta qui con immane rabbia. Le vocali a-e-i-o-u, composte ritmicamente in una microstruttura di tessuto fugato ci restituiscono una sorta di illusione uditiva che riecheggia un tremendo Kyrie.
Po tessuto fugato:
I due fiumi, l’Arno e la Senna che completano l’insieme iniziale (Po, Ticino, Adda, Trebbia) stanno a rappresentare una loro relazione di carattere storico e culturale. Ad unirli, la figura di Maria de’Medici e la sua unione con Enrico IV re di Francia, nel 1600.
La data e l’evento, segnano anche la nascita del melodramma, con la rappresentazione che in occasione delle loro nozze si ebbe a Palazzo Pitti dell’Euridice, con musiche di Jacopo Peri su testo di Ottavio Rinuccini.
L’evento venne rappresentato da Pieter Paul Rubens nel ciclo delle Storie di Maria de’ Medici, eseguito per il Palais du Luxembourg di Parigi nel 1622-’25.
Lo scorrere di ciascun fiume evidenzia in sovrimpressione un particolare di due dipinti di Rubens: La nascita di Maria, a Firenze nella ripresa Arno; L’arrivo della regina a Marsiglia in quella della Senna. Qui in particolare, il flusso del fiume, la sinuosa e argentea progressione delle sue onde, evoca le pennellate del maestro fiammingo nel dipinto conservato oggi nel Louvre, a poca distanza dal Pont des Arts, luogo in cui è avvenuta la ripresa.
L’idea di contemplare i due fiumi si riferisce ad un vasto, complesso progetto in corso di realizzazione da parte dell’autore avente come soggetto la figura della regina, le due città Firenze e Parigi nel loro tessuto storico, nella loro struttura urbana.
Il luogo in cui è stato ripreso il fiume Adda è pressoché lo stesso in cui Giovanni Carnovali (detto il Piccio) dipinse Paesaggio a Brembate sotto. Le acque del fiume, il loro colore, la superficie “vellutata” e le seriche, lievi increspature, ricordano il dipinto del Piccio.

4/VARIAZIONI

La ripresa della Senna è stata effettuata, come si evidenzia negli elementi geometrici, nel momento in cui la direzione del Sole è perfettamente contraria a quella del fiume. Il luogo è il Pont d’Iéna.

5/INSTALLAZIONE

La collocazione ottimale dell’opera video consiste nella proiezione o riproduzione su di uno schermo posto orizzontalmente, ad un’altezza da terra di pochi decimetri. Lo schermo sarà inoltre orientato in modo che l’indicatore Nord del video corrisponda al medesimo punto cardinale entro lo spazio espositivo.
Analoga disposizione spaziale avrà, nell’impianto stereofonico, il suono.

SCORRONO I FIUMI IN DIREZIONI OPPOSTE
LES FLEUVES COULENT EN DES OPPOSÉES
THE RIVERS FLOW IN OPPOSITE DIRECTIONS

Installazione video di Antonio Romano
Composizione sonora originale di Gerardo De Pasquale
Italia, 2014, colore, 16:9, 12′

Fotografie di opere pittoriche presenti nel video:
Peter Paul Rubens, dal Ciclo di Maria de Medici, 1622 -’25, La Nascita della regina, a Firenze (particolare); L’arrivo della regina a Marsiglia (particolare),
Musée du Louvre, Parigi.
Giovanni Carnovali, detto il Piccio, Paesaggio a Brembate sotto, 1863 -’64 (particolare), Galleria Ricci Oddi, Piacenza.
Testi in sovrimpressione nel video e citati nel presente documento:
Ovidio, Metamorfosi, trad. di Mario Ramous, Garzanti, Milano 1999;
Virgilio, Georgiche, trad. di Mario Ramous, Garzanti, Milano 1982;
Euripide, Ippolito, trad. di Giuseppe Tonna, Garzanti, Milano 1981.
© 2013, 2014 Copyright, All Rights Reserved
Antonio Romano, Gerardo De Pasquale
Il sole dal Pont des Arts alcuni minuti dopo la sua culminazione.

 

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