Amalia Del Ponte 1989

5 marzo 2015

 

performance ai Giardini Estensi, 1989
eventi a cura di Sabina Ciuffini
litophoni di Amalia Del Ponte
suonati da Davide Mosconi
costumi di Anna Maria Soldati
musiche*, risonorizzazione, editing Gerardo De Pasquale

*brano iniziale: Canto di litophoni a Davide.

L’audiovisivo del 1989 è la ripresa di una performance di Davide Mosconi, tenutasi ai Giardini Estensi di Varese in seno alla mostra Il Pianeta Sognato a cura di Sabina Ciuffini, su sculture sonore di Amalia Del Ponte.

La rara registrazione oltre a notevoli problematiche visive, presentava un’audio quasi inudibile. Completato il processo di analisi e diagnosi si è stabilito il conseguente progetto di restauro. La prima fase di lavoro è stato l’integrale restauro (per quanto dato possibile) dell’immagine con interventi di ricostruzione espositiva, luce e soprattutto colorist. Successivi micro interventi di stabilizzazione hanno completato il quadro. Quasi tutte le fasi di restauro visivo sono state affiancate da Amalia Del Ponte, oltre che committente del lavoro, diretto testimone protagonista della performance.

L’utilità dell’insanabile audio originale è servito comunque quale supporto temporale e di testimonianza acustico-ambientale per la totale ricostruzione sonora.

Sono stati campionati, con registrazioni a 24 bit / 192 Khz, cercando di imitarne quanto più possibile l’originale gesto percussivo, gli identici materiali sonori originali utilizzati da Davide Mosconi nella performance del 1989; le sculture sonore in pietra di Amalia Del Ponte utilizzando anche le stesse mazze percussive, create dalla stessa scultrice.

Ogni gesto, passo, movimento, inflessione, materiali, persino il respiro di Davide è stato studiato, analizzato, progettato, ricreato ed ambientato alla scena sonora originale. Qualche suono è originale, lasciandolo svelare all’ascoltatore. Così come anche quell’irripetibile gesto muto che Davide durante la performance ci dona.

I campioni sonori realizzati dalle sculture di Amalia Del Ponte sono stati fonte preziosa per la breve composizione spettrale introduttiva al video Canto di litophoni dedicata a Davide, ed un omaggio alle ineffabili sculture sonore di Amalia, fonte inesauribile di ricerca per quel rapporto suono-luce che senza soluzione perseguo. Il brano non presenta mai elementi percussivi, e che mai avrei sovrapposto alla performance mosconiana, ma si limita ad un elaborato dello spettro dei campioni rendendoli canto. Questo l’intento.

 

In questi anni sto scolpendo un “insieme” di strumenti in pietra. La forma (luce) e il timbro (qualità) saranno le due componenti inscindibili, poiché il suono lo cerco scolpendo e modificando ciascuna pietra dell’insieme. Battendo su queste pietre si rivela la loro sostanza sonora e ilritmo profondo di chi le usa. Vorrei ottenere quella fusione di udito e vista che gli antichi cinesi definivano “luce degli orecchi.” (…)

Amalia Del Ponte, dal booklet CD Lithovocis, 1996


 

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